Creature delle acque profonde: Pesci Abissali

Disegno del Diavolo nero, pesce abissale - Feel No Pain

«Se guarderai a lungo nell’abisso, anche l’abisso vorrà guardare in te.”

(Edgar Allan Poe)

Al largo delle nostre coste, là dove non arriva la luce, vivono creature spesso ancora sconosciute. Il grande fascino degli abissi sta proprio nel suo mistero: semplicemente, non lo conosciamo.

Le profondità degli oceani e dei mari, del resto, non sono facilmente accessibili. Anche con le più moderne tecnologie, l’uomo può ottenere solo una conoscenza parziale del mondo che sta oltre la superficie delle acque.

Ovviamente, più si scende sott’acqua, più sono i misteri. Fino ad un paio di secoli fa, si credeva che la vita cessasse oltre i 200 metri di profondità. Oggi sappiamo che non è affatto così: la natura, con i suoi incredibili adattamenti, ha sviluppato animali straordinari anche nel buio degli oceani.

L’assenza di luce e le condizioni ambientali hanno dato forma a esseri incredibili e inquietanti, fonte d’ispirazione per chi –come me- ama il fascino e le atmosfere del mare, delle leggende, dei mostri e dei bestiari.

Nello specifico, i pesci abissali sono vicinissimi alle creature gotiche di Tim Burton illustrate nei suoi libri e animate nei suoi film: bocche enormi con denti affilati, occhi giganti e freddi, corpi minuscoli e spigolosi che muovono teste abnormi.

Tra poco prenderemo il largo per conoscere cinque creature degli abissi che trovo particolarmente interessanti per il loro aspetto, -passatemi il termine- “mostruoso” e per le loro caratteristiche inconsuete.

Prima, però, alcune premesse.

  • Il fascino dei pesci abissali. Ci sono innumerevoli creature negli abissi, ma ne ho scelte alcune –in modo arbitrario- essenzialmente per il loro aspetto, o per il loro legame con miti e leggende. Non parlerò di biologia, se non per brevissimi cenni, anche se si tratta in tutti i casi di animali realmente esistenti.
  • Il legame con le leggende. Animali mitologici e mostri marini spesso derivano da interpretazioni o esagerazioni di animali realmente esistenti. Questo vale però per creature che vivono in prossimità della superficie: i pesci abissali, al contrario, non arrivano quasi mai a nuotare vicino all’uomo.

Squalo goblin (Mitsukurina owstoni)

Disegno dello Squalo goblin, pesce abissale - Feel No Pain

Abita le acque dai 200 ai 1000 metri di profondità ed è un predatore dalla forma molto particolare. Chiamato squalo goblin, sembra davvero uscito dal mondo immaginario di Tolkien: gli occhietti piccoli stanno dietro ad un lunghissimo rostro. Al di sotto di questo naso, troviamo delle stranissime mascelle protrudibili, ricolme di denti aguzzi.

Protrudibili? Sì. Lo squalo goblin può incassare le mascelle oppure buttarle verso l’esterno, cambiando potentemente la forma della testa, su cui compare una sorta di becco dentato. Altra curiosità: lo squalo goblin è di un simpatico colore rosa, per via dei capillari superficiali che corrono sotto una delicatissima pelle.

Rarissimo, abita le acque del Giappone, del Sud-Est Asiatico e dell’Oceania.

Il diavolo nero (melanocetus johnsonii)

Disegno del Diavolo Nero, pesce abissale - Feel No Pain

Quando penso ai pesci abissali, immediatamente la mia mente dipinge il diavolo nero. Interessantissime le femmine, molto più grandi dei minuscoli maschi: hanno una lunga antenna sopra la testa, terminante con un fotoforo, cioè una sorta di lanterna.

A cosa serve? Ad attirare incauti pesciolini che vengono poi divorati dal voracissimo diavolo nero, dotato di mandibole possenti ricolme di denti forti, lunghissimi e appuntiti.

È impressionante vedere nei documentari un attacco del diavolo nero: la gigantesca testa si apre di scatto per uccidere e mangiare pesci grandi il triplo.

Il melanoceto ha dimensioni molto piccole: la femmina in genere non supera i 10 centimetri. Sono in grado di raggiungere profondità incredibili, arrivando alle piane abissali, 4500 metri al di sotto alla superficie del mare.

Anguilla pellicano (Eurypharynx pelecanoides)

Disegno dell'anguilla pellicano, pesce abissale - Feel No Pain

Scendiamo ancora più a fondo negli abissi, per trovare le grandi bocche delle anguille pellicano. La profondità che possono raggiungere è impressionante: anche se gli esemplari conosciuti si concentrano fra i 1.500 e i 3.000 metri, pare che possano arrivare a 7.000 metri e oltre.

Proprio come il Diavolo Nero e i migliori mostri immaginati da Tim Burton, l’anguilla pellicano ha un’enorme bocca montata su una testa che occupa la maggior parte del corpo. Dalla testa parte poi un corpo serpentino.

La lunghezza? Per i pochi esemplari trovati, si credeva che le sue dimensioni superassero di poco il mezzo metro. Si è poi scoperto che l’anguilla pellicano può raggiungere i due metri, con un’apertura delle fauci di mezzo metro.

Poco agile, non cattura le sue prede con veloci inseguimenti ma con gli agguati. Come il Diavolo Nero, attira i pesciolini e i molluschi con la luce, che nel suo caso sta in fondo alla coda. Una volta vicine, le prede vengono divorate dalla sua bocca enorme.

Il calamaro colossale (Mesonychoteuthis hamiltoni)

Gli abissi nascondono i segreti di questo maestoso animale. Misterioso e rarissimo, sembrava appartenere esclusivamente al mondo delle leggende. In effetti, molti scienziati hanno dubitato dell’esistenza di calamari di dimensioni simili.

Un suo lontano cugino, il calamaro gigante (Architeutis), ha ispirato il mito del poderoso Kraken, avvistato dai marinai del nord con i suoi tentacoli (se vuoi approfondire qui l’articolo ‘ Mostri Martini: il Kraken ‘). È solo a metà dell’Ottocento che se ne attesta l’esistenza. Il calamaro colossale, predatore dei profondi abissi dell’Antartide, è ancora più grande e misterioso: può raggiungere una lunghezza di 15 metri e di lui si conosce pochissimo.

Tutti sanno che gli otto tentacoli, dotati di ventose, servono ai calamari per uccidere la preda. Meno conosciuta, invece, è la presenza di uncini: taglienti e innumerevoli, possono ruotare, andando in profondità nelle carni della preda quando questa cerca di liberarsi.

Come trova le prede? Con gli occhi più grandi del regno animale: quasi 30 centimetri di diametro, per scorgere le sagome delle prede nel buio profondo degli abissi.

Il Sauro Feroce (Alepisaurus ferox)

Disegno del Sauro Ferox, pesce abissale - Feel No Pain

Voglio chiudere questa selezione con il Sauro Feroce, vero e proprio mostro degli abissi. Spaventoso e violento, il sauro feroce ha un nome che riassume ottimamente le sue caratteristiche: divora e attacca tutto quello che trova.

Di dimensioni considerevoli (può raggiungere i due metri) vive in genere nelle profondità degli oceani e dei mari, ma può arrivare anche in superficie.

Il suo aspetto è decisamente gotico: il corpo argenteo e slanciato, quasi serpentino, segue una testa dalle mascelle dentate e i grandi occhi inespressivi. Sul dorso si alza una grandissima cresta blu.

Fra verità e leggenda, troviamo gli abissi

Denti aguzzi e corpi luminescenti, tentacoli immensi e uncini taglienti sono nascosti nel buio delle acque più profonde. Là si trovano animali ancora sconosciuti, con il loro mondo e i loro segreti. Mi affascina molto che sul nostro pianeta ci siano ancora vastità sconosciute e inesplorate, con forme di vita incredibili che ogni tanto saltano ai nostri occhi.

Alle creature che ho illustrato qui, se ne aggiungono innumerevoli altre, protagoniste di altri articoli, ciascuna con le incredibili caratteristiche che nei millenni la natura  ha scoplito. Ispirazione per gli artisti, piacere per gli appassionati e meraviglia per i biologi, il mondo acquatico è fonte infinita di meraviglie e spero di tutto cuore che la civiltà preservi questo testoro con l’attenzione che merita.

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